05/06/10

Home sweet home

Finalmente ho concluso per l'affitto (o meglio sub-affitto) della casa! Infatti un ragazzo che partirà per l'estate mi lascerà la sua stanza e nell'appartamento sarò con altri due studenti della mia età. Sono molto soddisfatto perchè si trova in una zona residenziale molto bella, nella classica via alberata e di villette in legno, ma a tre fermate dal lavoro e a due passi dai locali per la sera. Anche il padrone di casa e la moglie sembrano molto simpatici e disponibili, sono una coppia sui 35 anni che vive all'appartamento del piano di sopra. L'unico inconveniente era la mancanza di un ferro da stiro e nonostante ciò i ragazzi mi han detto come non siano per nulla abituati a stirare la roba che lavano: nel pomeriggio ho rimediato da Walmart e con 7$ (5€!!!) ho comprato un ferro. Per ora ve la mostrerò tramite una foto da streetview perchè non ho ancora avuto tempo di fotografarla, ma non appena mi trasferirò ne metterò qualcuna anche del quartiere. Capitolo tasse parte 2: ho scoperto che Chicago ha le tasse più alte di qualsiasi altra città, a downtown sono addirittura più alte che nel resto della città e si dividono in base al tipo di prodotto acquistato (c'è addirittura la tassa sul divertimento o per mangiare all'interno di McDonald). Cosa alquanto buffa, poichè nel resto dell'Illinois sono molto più basse e in altre città degli States nemmeno esistono.

04/06/10

Consigli per gli acquisti

Eccomi di nuovo dopo altri tour in giro per la città ed esperienze americane. Prima di tutto, quando verrete negli States, ricordate che a qualsiasi prezzo in esposizione dovrete aggiungerci la bellezza del 10-15% di tasse, anche per uno sfigatissimo pacchetto di caramelle da 99c. Dopo un giro da Best Buy (un po' come il nostro Mediaworld) mi sono anche reso conto di quanto con la caduta dell'euro non sia più possibile fare come qualche anno fa, in cui i turisti riempivano valigie di acquisti elettronici o altri prodotti assai più costosi in Italia: la differenza mi pare piuttosto lieve ormai, per cui rinunciate ai vostri sogni di pazzo shopping. Ieri invece per pranzo ho fatto qualche acquisto da 7Eleven (una catena di supermercati) e la cosa che lascia a bocca aperta noi europei è la presenza di una spillatrice di bibite alla spina self-service e un microonde dove ci si può scaldare i prodotti appena comprati: un po' come se da Carrefour aveste voglia dei "quattro salti in padella" e vi metteste a scaldarli per mangiarli. Di sicuro è meglio un bel panino (per quanto oggi la commessa di Subway alla mia richiesta di un semplice tramezzino salame, formaggio e maionese mi guardasse con faccia interrogativa) che un qualsiasi dolce: be, non che le ciambelle di Homer con la glassa rosa sopra siano male, ma sono veramente un alleato del diabete. Se a questo aggiungiamo un bel bicchere di Coca al Mc (ah, il nostro piccolo corrisponde al loro medio) a 1$, la frittata salutare è fatta.

03/06/10

Blackhawks Mania

Nei giorni in cui Chicago è impazzita perchè i Blackhawks sono in finale e dopo 50 anni potrebbero vincere il titolo NHL (a proposito, quello di fianco è un leone "addobbato" con caschetto della squadra davanti al museo d'arte contemporanea), tra un giro in centro e una Coolatta (granita praticamente sciolta da Dunkin' Donuts) ho trovato il tempo di scrivere. Stamattina ho fatto un primo giro in ufficio conoscendo i miei futuri colleghi e compilato i documenti per la casa (pare che stavolta ce l'abbia fatta a trovarla), che si trova in un tranquillo quartiere residenziale alberato con le classiche villette in legno a poche fermate di "metro" dal lavoro. Il fuso orario è ancora in via di smaltimento e lo stomaco deve abituarsi alla nuova vita tra hamburger, fritto a volontà e coca-cola, il tutto condito dall'immancabile visione in HD e dolby surround della partita degli Hawks (anche se ieri sera è andata male). Capitolo lingua: le listening in American English fatte in università al confronto sono per studenti del liceo e scordatevi l'accento californiano del Sud propinato su MTV. Qui la gente parla molto stretto e veloce, tant'è che il più delle volte non capisco cosa vogliano dirmi, nonostante me lo ripetano due o tre volte. Tuttavia il tempo è degno di una giornata a L.A., sole caldo e brezza fresca che soffia dal lago Michigan: tintarella garantita per chi va in spiaggia.

01/06/10

What are you doing in Chicago?!

E' decisamente la domanda del giorno, nelle sue varianti giovanili (what you guy doin' here?) e afro-americani (wott cha doin here, man?!). Alla prima versione del poliziotto alla frontiera (di origine siciliana) me la sono cavata, nonostante continuasse a insistere sulla mia permanenza lunga chiedendo di tutto di più, partendo da "can your father assure me that he'll accept you back home after 90 days?" oppure "how much money does your father have in his bank account? And you here?". Nonostante ciò, in un'ora di permanenza ho ricevuto un'accoglienza positiva, dopo una mattinata fredda e grigia nell'aeroporto di Copenhagen. Bello (tutti i pavimenti sono in parquet), ordinato, silenzioso, ma ora capisco perchè la maggior parte dei giovani nordici diventi emo. A proposito, il viaggio è stato abbastanza tranquillo, nonostante una turbolenza piuttosto forte nell'ultimo tratto tra Canada e Chicago: la foto che vedete qui è il fantastico passaggio sopra la Groenlandia. Ora sono qui nella camera del mio Days Inn a pochi passi dal lago con a fianco la macchinetta del caffè, la tv su Nbc (in particolare c'è X-factor) e molte cose in mente da fare da domattina. In primis, trovare un tetto sotto cui dormire da lunedì, comprare una utilissima SIM americana e il 30-days-pass per i mezzi (sembra strano, ma trovare chi vende abbonamenti è un'impresa).