01/06/10

What are you doing in Chicago?!

E' decisamente la domanda del giorno, nelle sue varianti giovanili (what you guy doin' here?) e afro-americani (wott cha doin here, man?!). Alla prima versione del poliziotto alla frontiera (di origine siciliana) me la sono cavata, nonostante continuasse a insistere sulla mia permanenza lunga chiedendo di tutto di più, partendo da "can your father assure me that he'll accept you back home after 90 days?" oppure "how much money does your father have in his bank account? And you here?". Nonostante ciò, in un'ora di permanenza ho ricevuto un'accoglienza positiva, dopo una mattinata fredda e grigia nell'aeroporto di Copenhagen. Bello (tutti i pavimenti sono in parquet), ordinato, silenzioso, ma ora capisco perchè la maggior parte dei giovani nordici diventi emo. A proposito, il viaggio è stato abbastanza tranquillo, nonostante una turbolenza piuttosto forte nell'ultimo tratto tra Canada e Chicago: la foto che vedete qui è il fantastico passaggio sopra la Groenlandia. Ora sono qui nella camera del mio Days Inn a pochi passi dal lago con a fianco la macchinetta del caffè, la tv su Nbc (in particolare c'è X-factor) e molte cose in mente da fare da domattina. In primis, trovare un tetto sotto cui dormire da lunedì, comprare una utilissima SIM americana e il 30-days-pass per i mezzi (sembra strano, ma trovare chi vende abbonamenti è un'impresa).

Nessun commento:

Posta un commento